Nuove bianche e nere narici

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Nuvole bianche e nere narici

Cosa faccio per vivere? Viaggio.

Non potrei immaginare la mia vita senza una partenza ed un arrivo.
In questi anni ho girato l’Italia intera e a volte ne ho varcato le frontiere, sempre con un pizzico d’emozione.

Non ho il permesso di andare ovunque. Come tutti i viaggiatori alcuni confini per me sono proprio invalicabili. Non è cattiva volontà, ma se uno non ha le carte in regola non c’è nulla da fare!

Pazienza, di strada ne ho sempre abbastanza sia davanti che dietro, anche se in questi mesi spesso sono stato fermo e, quando sono riuscito a partire, il viaggio è diventato quasi una lotta tra sovraffollamento, distanze minime e percorsi turistici abbandonati dagli stranieri, ma presi d’assalto da coloro che, in condizioni normali, non li avrebbero degnati di uno sguardo.

Quante volte il mio cuore si è riscaldato quando, dietro ad una curva si è aperto improvvisamente un maestoso panorama? Troppe per poterle contare.

Per me il viaggio, però, è anche lentezza e fatica. Adoro quando devo fare il pieno di energie e il calore mi si irradia dal cuore ai muscoli. Mi capita soprattutto con le salite lunghe e impervie, quelle salite così dure che non c’è allenamento che tenga. Allora, mi sfuggono bianche nuvole di vapore dalle mie nere narici e il fiatone mi fa rallentare.

Per fortuna il macchinista conosce ormai tutti i miei bulloni e sa bene quando è il caso di darmi in pasto un’altra badilata di carbone che presto diventa brace rovente nella mia calda pancia. Mangio le rotaie metro dopo metro e il fuoco al mio interno si trasforma in forza per continuare il viaggio.

Una volta eravamo in tanti.
Avevo amiche locomotive disseminate in ogni stazione e facevamo a gara a chi riusciva a trainare più vagoni.

Oggi, cari miei, siamo una razza in via d’estinzione noi treni a vapore.
La prossima volta che mi vedete passare, fatemi un cenno di saluto: il mio cuore di brace ardente si scalderà ancora un po’ nel sapere di non essere del tutto solo in questo viaggio.

Racconto partecipante al concorso “LetterAltura2020” a tema “Fuoco e calore, nei viaggi e nel cuore” e dedicato ai treni a vapore che ancora arrancano lungo i binari della nostra vecchia Europa. Qui il libretto con tutti i racconti finalisti del concorso “Fuoco e calore, nei viaggi e nel cuore”.
Se anche per voi i mezzi di trasporto hanno un’anima, provate a leggere “Avanti e indietro, indietro e avanti“.

Una lettura di BluttaBlatta
Suoni: Freesound Inchadney

Chi ha scritto questo racconto

BluttaBlatta
BluttaBlatta

"Un marito.
Due gatti.
Tanti libri.
Mille parole.
"
Martina Ravioli