Manuel: un pesce fuor d’acqua

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Manuel: un pesce fuor d'acqua
Illustrazione Gianluigi Susinno

In una bella domenica di sole cosa vi verrebbe in mente di fare?
A me piacerebbe uscire di casa e tuffarmi nel lago oppure fare una bella passeggiata nel bosco.

A Manuel, invece, del sole e dell’estate importa poco. Ha dodici anni e gli interessa solo stare chiuso in camera e giocare ai videogiochi. Si sente un pesce fuor d’acqua, goffo e cicciotto e per di più ha dei capelli rosso “pel di carota” che spiccano da un miglio di distanza. È impacciato e si vergogna dei brufoli, così preferisce nascondersi dietro ad una tastiera e ad un PC e vivere una vita virtuale dove può essere quello che desidera. Proprio ieri ha iniziato un nuovo gioco, super figo: è un assassino medioevale che gira per Parigi e…
“Manuel: spegni immediatamente quell’arnese!”

Ahia… è arrivata nonna Giorgiona. Alla mamma si può anche non dare ascolto, ma alla mamma della mamma no. La nonna di Manuel è una potenza. Al battesimo le hanno dato il nome di Giorgina, ma i suoi 90 kg, il metro e 82 centimetri di altezza e gli occhi azzurri capaci di incutere timore reverenziale le hanno valso fin dalla gioventù il soprannome di Giorgiona.

“Ma nonna…”
Prova a replicare Manuel.
“Ma nonna niente. Infilati le scarpe. Hai tre minuti per presentarti alla porta con la faccia lavata, i capelli in ordine, una maglietta pulita e quelle benedette scarpe ai piedi.”
E così dicendo la donna esce dalla stanza veloce come è entrata.
Puntuale come un orologio, allo scadere del terzo minuto, il ragazzo è all’entrata di casa. Non poteva essere diversamente, altrimenti chi l’avrebbe sentita la nonna? Probabilmente la ramanzina sarebbe durata fino a Natale.

“C’è un sole troppo bello per stare in casa. Andiamo a fare due passi attorno al laghetto di Origlio, voglio farti vedere una cosa.”
Dice la nonna mentre si avvia verso la stradina del paese.
Proprio in quel momento passa Sara, a spasso con la sua cagnolina Lulù. Manuel vorrebbe nascondersi dietro ad un cespuglio. Dalla scorsa primavera ha una cotta per la sua compagna di classe, ma è sempre stato troppo timido per confessarglielo. La nonna lo guarda, unendo le sopracciglia in uno sguardo interrogativo e poi sembra capire. Si staglia con la sua grande figura davanti al nipote finché il pericolo non è scampato.

“Manuel, dobbiamo lavorare sulla tua timidezza. Forse quello che voglio mostrarti oggi ti aiuterà.”
Insieme si avviano verso il lago che scintilla alla luce del pomeriggio. Ad un certo punto la nonna si ferma e indica al nipote la riva. Sotto il pelo dell’acqua si muovono velocissime delle piccole macchie colorate. Il ragazzo si accuccia per osservare meglio e vede un gruppetto di pesciolini dai colori vivaci, con delle macchie verdi e blu e dei riflessi dorati.

La nonna si avvicina: “Guarda come sono belli tesoro e non hanno paura di mostrare i loro colori.” Dice mentre gli scompiglia i folti ricci rossi.
“Si tratta di esemplari di Lepomis gibbosus.”
Manuel chiude gli occhi e sospira. Quando la nonna comincia a parlare difficile fa fatica a seguirla. Ogni tanto pensa che i suoi allievi non dovevano avere vita facile. Era professoressa di scienze al liceo e aveva fama di essere severissima.
“Manuel mi stai ascoltando o no?”
Ecco, appunto, alla nonna non sfugge niente: “ Sì nonna, parlavi dei leproni gobboni.”

La nonna lo guarda di traverso, ma il bambino è sicuro che un lampo di divertimento le abbia attraversato gli occhi chiari: “Lepomis gibbosus non leproni gobboni! Sono conosciuti anche come persico sole proprio per i bei riflessi. Arrivano dal Nord America, ma da tanti anni sono diffusi in tutta l’Europa. Amano stare a riva e si nascondono nell’acqua profonda solamente d’inverno, non come fai tu che stai tappato in casa tutto l’anno.”

“Ma nonna, loro non hanno problemi: non sono brutti, ciccioni e pieni di brufoli!”
Giorgiona ride di gusto questa volta.
“O mio caro: lo dici tu che non hanno problemi. E come la mettiamo con i pescatori? Sono delle ottime prede nelle gare di pesca, anche se sono pieni di lische durissime. E poi una volta raggiunta l’età della riproduzione si formano gruppi piccoli dove solo il maschio dominante potrà accoppiarsi con le femmine. Un po’ come nella tua classe dove, mi pare, Antonio sia il più bello e ammirato da tutte le ragazze.”

Manuel non si meraviglia più di tanto che la nonna conosca tutti questi particolari. Tra le sue amiche ci sono tante professoresse e alcune di queste insegnano nella scuola che frequenta lui.
“Sì nonna, ma Antonio è bello e io invece no…”, ma la donna non gli lascia il tempo di piangersi addosso.

“Oh santa pazienza, adesso basta con questa storia. Non hai nulla di meno o di più di Antonio tranne un bel po’ di insicurezza in più e parecchia spavalderia in meno. Guarda i nostri amici squamati: hanno il corpo tondeggiante e delle pinne molto sviluppate, ma non si lamentano in continuazione come fai tu. Inoltre le dimensioni sono molto diverse; alcuni esemplari misurano solo 10 cm e altri arrivano a 25, ma nessuno si fa alcun problema! Tutti nuotano nella stessa acqua e mangiano gli stessi insetti e vermi. E come regalo alle pescioline non propongono inviti al cinema, ma si offrono di scavare una buca nel fondale dove far deporre e fecondare le uova. Ogni femmina può deporre fino a 1.000 uova che vengono poi curate dal maschio.”

“Ho capito nonna, è tutto molto interessante, ma io mica posso mettermi a scavare una buca per Sara.”
“Una buca no, ma potresti almeno iniziare a salutarla quando la incrociamo.”
Manuel fissa la nonna pensieroso: “E se poi non le piaccio?”
La nonna sorride, ama quel nipote ora più che mai. Vede in lui la fragilità tipica degli adolescenti, ma intravede anche un giovane che presto sarà uomo e spiccherà il volo. Deve solo trovare più fiducia nelle sue potenzialità.

“E perché non dovresti piacerle? Hai dei magnifici occhi azzurri che, modestamente, hai preso dalla tua bellissima nonna. Dei capelli che una ragazza ucciderebbe per avere. Sei spiritoso e intelligente e queste cose restano, mentre i brufoli passano e poi ti assicuro che anche Sara ha un brufoletto, proprio sulla punta del naso.”
“Davvero?!”
Manuel non vorrebbe crederci. possibile che il suo idolo non sia poi così perfetto? Sembra incredibile, ma la nonna non dice mai le bugie.
“Davvero, parola di nonna Giorgiona. Ci ho fatto caso quando l’ho salutata prima, mentre tu eri troppo impegnato a nasconderti per poterlo notare.”

Mentre le ultime parole della nonna gli raggiungono le orecchie, Lulù sbuca da una curva del sentiero, seguita a poca distanza dalla sua padrona.
Per un attimo Manuel resta come impietrito, ma non può fare a meno di notare che la nonna aveva ragione: Sara ha davvero un brufolo sulla punta del naso.
Il ragazzo si fa coraggio e, rosso come sono rossi i suoi capelli, le fa un grande cenno di saluto con la mano. Un sorriso illumina il volto di Sara che si ferma a poca distanza: “Ciao Manuel!”
La nonna in silenzio si allontana, meglio lasciare un po’ di intimità agli amori che sbocciano. Torna sulla riva ad osservare un grosso persico sole che luccica più degli altri, mentre una femmina un po’ più piccola nuota poco distante.

Ecco un altro racconto di BluttaBlatta ad essere apparso sul mensile Vivere la montagna.
Illustrazioni di Gianluigi Susinno.
Scarica qui il pdf del racconto e dell’illustrazione.
Se ti incuriosisce il mondo animale, troverai tanti racconti dedicati nella sezione “natura”.

Una lettura di BluttaBlatta
Suoni: Freesound InspectorJ, Splicesound, Tieswijnen
Musiche incompetech.com: “River Flute” di Kevin MacLeod

Chi ha scritto questo racconto

BluttaBlatta
BluttaBlatta

"Un marito.
Due gatti.
Tanti libri.
Mille parole.
"
Martina Ravioli