Il colore dei ricordi

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Il colore dei ricordi

La data è sbiadita. Si intravede solo l’anno: 1877.

Il dito di Giuseppe scorre lento lungo la via ricoperta dalla bianca cenere. Sullo sfondo il rudere della grande Casa Comunale. Le facce nere di sporco e di fumo dei minatori lo fissano. Al ragazzo sembra di sentire l’odore acre dell’incendio e il crepitio delle braci.

“Nonna, guarda cosa ho trovato!”
Gina sorride, il ragazzotto che le si para davanti compirà presto 15 anni e tra poco non vorrà più passare le vacanze ad Airolo. Preferirà restare a Zurigo o divertirsi sulle piste di Gstaad.
Il nipote sventola una foto che risale a ben prima delle stampe a colori, sembra un dipinto che ritrae il grande incendio con i suoi colori naturali, e la guarda in attesa di spiegazioni.

La nonna si ritrova nipote quando, quella stessa foto, si colorava dei ricordi di colei che, a quel tempo, era a sua volta matriarca.
“Gina, piccola mia. Io non ho vissuto il grande incendio, ma la mia mamma sì. Era del 1854 e all’epoca aveva 23 anni. La cenere nera ha coperto tutto e alcuni giurano che il fumo si sia spinto fino a Biasca! Abbiamo perso la casa e le vacche! Fortuna che il mio povero padre era minatore, ma la miseria era grande. Il buco della ferrovia era una bocca sempre affamata di uomini e tanti ne sono morti prima di sbucare dall’altra parte. Ricordo ancora il luccichio della nera terra quando lo abbiamo seppellito. Era inverno e ben presto un manto di neve candida ha ricoperto il buco scavato di fresco.”

La foto scolorita dal tempo è vivida nella memoria di nonna Gina. Il nero del fumo e il bianco della neve appaiono davanti agli occhi di Giuseppe rapito dal racconto. La bianca testa della vecchia e quella nera del nipote si stringono tra i ricordi da rivivere e quelli da scoprire.

La vecchia foto ha tanti colori da raccontare.

Racconto partecipante al concorso “Castelli di carta – Premio letterario edizione 2019” a tema “bianco e nero” indetto dalla Biblioteca Cantonale di Bellinzona.
Il grande incendio di Airolo fa parte della storia del Canton Ticino. Interessante, a riguardo, il saggio di Ugo Maffioletti “Momenti di vita ad Airolo nel decennio 1872-1882” che affronta, oltre alla catastrofe di fumo e fuoco, anche la vita del paese e dei minatori impegnati nello scavo del tunnel ferroviario del San Gottardo.
Se ti piacciono i racconti carichi di ricordi e vibranti del tempo passato, prova a curiosare nella sezione “memoria“.

Questa foto è stata lo spunto per scrivere il racconto “Il colore dei ricordi”
Una lettura di BluttaBlatta

Chi ha scritto questo racconto

BluttaBlatta
BluttaBlatta

"Un marito.
Due gatti.
Tanti libri.
Mille parole.
"
Martina Ravioli